Meetup Cosenza e Oltre: preferiamo le case di edilizia popolare all’inutile ponte

Cosenza, Domenica 14 Gennaio 2018 - 14:29 di Redazione

 “Non si può pensare un’architettura senza pensare alla gente!” (cit.) Il ponte di Calatrava  dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’amministrazione di Occhiuto. Una grande opera maestosa che, proprio come quella dei “grandi re”, deve  testimoniare il valore di un  grande sindaco. Un’opera maestosa, prestigiosa, simbolo della  bellezza, della modernità  dell’avanguardia  della città  di Cosenza.   Un’opera  tanto costosa e nello stesso tempo  tanto inutile ancora di più se risulta essere vera la notizia che i fondi per la costruzione di  questa futile magnificenza  siano quelli  dei  programmi di recupero urbano ossia, l’insieme sistematico di opere finalizzate al miglioramento dei servizi e degli impianti a rete dei quartieri degradati dei comuni  dai Comuni alle Regioni  con i fondi ex Gescal, quelli, che  dovrebbero  finanziare le opere al servizio del patrimonio residenziale pubblico e la manutenzione  e alla costruzione delle case popolari. Se questo è vero,  è  sconcertante!  I cittadini che  da anni vivono  nello sgomento del  dramma abitativo,   invece della casa, ottengono un  ponte,  una “cala – trave” trafitta nelle aspettative di avere assicurato un diritto sociale e fondamentale. Non facciamo la domanda al sindaco  se è a conoscenza di questa   sospetta “rimodulazione dei fondi”,  non chiediamo cosa c’entra il ponte di Calatrava con la costruzione delle case popolari”.  Siamo, ormai più  rassegnati  a non ricevere le giuste risposte, abbiamo ripetutamente constatato la destrezza  degli amministratori pubblici a trovare per ogni domanda posta loro dai cittadini   “una toppa a colore”. Quello che chiediamo,  ancora una volta, è di chiarire quale sia la politica urbana sociale?  Quali sono  gli intenti risolutivi per le emergenze abitative? Al sindaco poniamo  ancora e ancora, sempre   le stesse domande  perché    dopo  7 anni di amministrazione   non si percepiscono proprio le risposte. Ancora  non si vede la   riqualificazione delle periferie ,  il centro storico crolla e viene demolito,  i quartieri degradati  sono voluti  nel  disagio  e mantenuti nella città emarginata,  esclusi dalla  costruzione della “grande bellezza” utile sono alla vana gloria di chi  si accontenta delle feste scintillanti  la cui allegrezza  è per una notte  soltanto  e poi  vola via.



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